I Love Ustica

Sentiero della costa nord

L'itinerario parte dalla Piazza del Municipio, da li intraprendendo la Via Petriera in direzione Tramontana, dopo una trentina di metri, la strada si biforca all'altezza di un piccolo edificio, recentemente restaurato, che segnalava uno dei limiti che i confinati non potevano oltrepassare. Sul muro di destra noterete una lapide di marmo, posta il 13 maggio 1906, a ricordo della visita dei regnanti Vittorio Emanuele III e la Regina Elena effettuata per portare conforto alla popolazione locale da un recente e fortissimo terremoto.
Imboccata la strada di destra, acciottolata e limitata alla sua destra da un grande muro di pietra, poco dopo si incrocia sulla destra una strada, anch'essa acciottolata che conduce alla Falconiera, ma occorre continuare dritti per il proseguimento. Certamente, dopo qualche passo, la vostra attenzione sarà attratta sulla destra dalla splendida veduta che si ha su Cala Giaconi con lo splendido strapiombo che la sovrasta; da lì si ha una vista particolarmente chiara dell'interno del cratere di cui il promontorio della Falconiera è il relitto vulcanico. Recentemente sulla spianata è stato realizzato lo splendido Parco Suburbano.
Dopo la curva, un'edicola in pietra dedicata alla Madonna è stata edificata nell'Ottocento da un isolano nel luogo dove un tempo sorgeva una garitta di avvistamento. Anche da lì, facendo molta attenzione, si può ammirare uno splendido panorama sulla costa settentrionale dell'isola. Sulla sinistra si vede il piccolo Cimitero dell'isola, che comprende il Cimitero degli Arabi dove vennero sepolti i deportati libici del 1911 e del 1915. Essi morirono durante la relegazione per leprecarie condizioni di vita a cui erano sottoposti; tra loro anche dignitari e capi tribù colpiti dalla repressione fascista in Libia.
Proseguendo e subito dopo la deviazione che conduce al molo secondario di approdo, realizzato per consentire lo sbarco dei mezzi quando soffiano venti da sud, sulla destra noterete lo Scoglio del Sacramento famoso per la sua particolare conformazione. Ancora più avanti il Gorgo Maltese, ristrutturato di recente, usato un tempo per la raccolta di acqua piovana, utilizzato anche dai romani, come testimoniano i reperti di epoca tardo-romana trovati al suo interno.
Più avanti, in corrispondenza della punta più a nord dell'isola, si trova l'eccezionale sito archeologico costituito dal Villaggio preistorico dei Faraglioni, per gli esperti, uno dei più importanti monumenti della media età del Bronzo (1400-1200 a.C.) esistenti nel Mediterraneo. Ad oggi, purtroppo, l'accesso non è regolamentato e quindi i locali al pubblico realizzati recentemente non sono accessibili.

 


Riprendendo la strada che costeggia l'area di rispetto del sito archeologico si giunge ad un bivio: andando verso sinistra la strada si collega al rettilineo della Tramontana; a destra invece una stradina in terra battuta conduce sulla costain corrispondenza della zona Punticedda. Da qui si può raggiungere a nuoto il Faraglione della Colombaia. Poco avanti un altro viottolo conduce alle calette del Corruggio, acciottolate e riservate, con alcune cavità denominate Grotticelle. Più avanti ancora si trova il piccolo canyon scavato dalle acque piovane, il Curruggio appunto che tradotto significa "piccolo canale da scolo", altra via di accesso alle calette. Una pista in terra battuta arriva fino a mare, con un gradino in cemento si raggiunge un piccolo punto di balneazione chiamato Tri Petri, "tre pietre".
Sulla sinistra, il sentiero conduce al Gorgo Salato, un'ampia depressione naturale delimitata da un muro in pietra che raccoglie naturalmente, filtrandola, l'acqua delle terre coltivate circostanti. L'aggettivo "salato" è dovuto alla salsedine trasportata in abbondanza dal maestrale. Nel gorgo vivono gli ultimi rospi dell'isola e vi fanno sosta un numero innumerevoli di razze migratorie nelle varie stagioni, per questo motivo è sito di particolare interesse per lo studio e la fotografia di splendidi esemplari di uccelli. Infine, la grande quantità di cocci ceramici che si rinvengono in prossimità fa supporre la presenza nelle vicinanze di una fattoria romana in cui probabilmente si producevano tegole. Il Gorgo Salato è l'unico, dei tanti dell'isola, a non essere stato scavato dall'uomo che ha sempre necessitato di accumulare l'acqua piovana per l'assoluta mancanza di sorgenti naturali sull'isola.